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Di: A.A.F. detto anche Fratello Siddartha

FallIO NON SO COSA STO SCRIVENDO. Idee confuse si mischiano nella mia testa. Girano da una parte all’altra del mio cervello, inafferabili come foglie al vento d’autunno, creando giochi di colori e danzanti cerchi di significato. Talvolta si fermano e qualcuno di queste idee prende forma: sono però forme indistinte, vaghe, troppo vaghe! Ne sento la grandezza mordermi l’anima, ne sento il peso opprimermi le spalle e lo splendore folgorarmi ogni cellula! Non posso però catturarle completamente e appena mi avvicino loro si allontanano, tornando a danzare e mischiarsi, e posandosi ancora e ancora senza mai compiersi del tutto.Non è forte abbastanza il loro richiamo o la mia attrazione? Non è abbastanza la cultura di cui dispongo per farne un mucchio e ordinarlo secondo uno schema logico? O forse non le capisco e non le capirò mai? E poi,da dove vengono queste idee? Se fossero parte di me, se questi pensieri fossero qualcosa di assolutamente razionale e nato dalla mia testa non dovrei avere alcuna difficoltà nel CAPIRE cosa sto pensando. E invece mi capita sempre più spesso di restare imbambolato, mentre ascolto della musica o guardo un qualche particolare insignificante, e sentire che QUALCOSA dentro di me vive, si agita, vuol prendere forma e farsi conoscere ed io non riesco a guardarlo dritto negli occhi. È come essere certi di volere e sapere qualcosa di talmente grande, talmente inconscio, talmente latente che deve essere prima o poi espresso, però allo stesso tempo capire che questo flusso di idee e concetti non può ancora concretizzarsi: il mio scalpello non è ancora abbastanza abile da poter lavorare il marmo della mia mente. Fall 2Quindi me ne sto li,fermo, a fissare oggi un temporale, ieri un ragno sulla sua tela e l’altroieri un mio capello, avendo la certezza che TUTTO SIA COLLEGATO in una maniera molto più profonda di quanto la fisica possa mai spiegare. So che questa danza di idee un giorno prenderà forma e dispiegherà a me quella che è la MIA verità: niente sarà più un mistero e tutto sarà una riscoperta felice, come se ogni conoscenza fosse già insita in me e acquisirla fosse come riabbracciare un vecchio amico. Ho paura che però questa sensazione di fumosa vertigine danzante mi accompagnerà per tutta la vita e di non poterla mai esprimere a parole a nessuno…non potendo neanchè esprimerla a me stesso.

Mai capito da chi mi sta intorno e mai capendo ciò che mi sta dentro, così sono destinato a vivere! Interlocutore solitario che parla a se stesso di cose inaferrabili neppure a sé, bramoso di capire cosa gli passi per la testa e impaurito da ciò che potrebbe portare tale rivelazione.

Gli alberi fuori dalla mia finestra sono immobili eppura il vento che accarezza me fa lo stesso con loro: andremo nella stessa direzione? Sentiremo le stesso cose? Guardali! Parlano anche a te la tua lingua sconosciuta?!