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di : A. A. F. detto anche Fratello Siddartha

Immaginate di essere dei funamboli, sospesi nel vuoto su un filo, appeso alle due estremità a bordi che non potete vedere né tantomeno immaginare. A tenervi in piedi, oltre al vostro equilibrio, avete un’asta; ai due lati di quest’asta, diametralmente opposti eppure connessi, due parti inseparabili della stessa costruzione, avete la scienza e la metafisica. Ho detto immaginate, quindi per metafisica pensate a tutto ciò che più o meno rientra nelle pseudoscienze, teorie filosofiche e religiose; per scienza pensate a tutto ciò che può rifarsi a quei criteri che la limitano e la descrivono : falsificazionismo, metodo sperimentale e asserzioni riscontrabili tra più scienziati. Ma torniamo alla nostra camminata. Possiamo dunque, partendo da queste basi, continuare a camminare su questo filo, barcollando tra scienza e metafisica, tenendole legate, raggiungere una qualche consapevolezza? Fino a che punto una tira l’altra dalla propria parte? Fino a che punto possono essere comparate? È ovvio che la scienza ha riscontri nel mondo fisico, che le teorie che la compongono hanno predizioni che possiamo osservare, calcolare, magari anche dimostrare; ma la metafisica è allo stesso modo dotata di senso? È dimostrabile? È utile?

 

FunamboloAnalizzando alcune teorie scientifiche e la loro storia ci accorgiamo che prima di essere dimostrate sperimentalmente altro non erano che teorie metafisiche! L’atomismo, prima di Maxwell che lo facesse saltar fuori come un coniglio in un trucco di magia, altro non era che una teoria nascosta nel cilindro della metafisica! È vero, non tutte le teorie metafisiche sono scientifiche e dimostrabili empiricamente, e la differenza giace proprio qui: la scienza è dimostrata e confutabile, la metafisica non è ancora dimostrata. Dobbiamo però entrare nell’ordine di idee che la metafisica può essere, ed è, utile alla scienza; può svolgere, e in alcuni casi lo fa, da guida euristica alla scienza, può compensarla e aiutarla, può tenerci in equilibrio mentre camminiamo sul filo della conoscenza pendendo verso la scienza; può altresì funzionare da ostacolo: può metterci in difficoltà, può bloccare il nostro cammino scientifico se espressa in termini troppo sofisticati o se, messa in contrasto con recenti teorie scientifiche, la assumiamo come vera e ci precludiamo possibilità di crescita conoscitiva: può farci barcollare verso di lei e forse anche cadere dal nostro filo! Vi invito però a non avere paura della metafisica tanto quanto non ne avete della scienza! Prendetele tutte e due e non abbiate paura di barcollare e credere oggi più in una oggi più nell’altra: sono due estremità della stessa asta, distanti, forse opposte, forse la stessa cosa. L’unico modo di camminare su questo filo della conoscenza è accettare tutte e due queste estremità come legate, con i propri limiti una e l’altra, e non avere timore di fare il prossimo passo qualsiasi sia la direzione in cui penderete! E se mai questa folle camminata verso la verità vi porterà in bilico e cadrete: non temete! Forse sotto di voi ci sarà un mare,
calmo o in tempesta, ghiacciato o bollente pronto ad accogliervi e cullarvi nell’infinito delle vostre riflessioni.