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Di S.M.P detta anche Fratello Trasimaco

È tarda notte. La serata al tavolo del solito bar sottocosto va per le lunghe. Ho la pancia gonfia da quanto è piena di liquidi ma non ho voglia di andare in bagno. Il bagno qui fa schifo, come il resto del locale d’altronde, ma la birra non è male ed il litro viene solo 5 euro.
Ecco proprio uno di quei litri dal prezzo accattivante sta ora premendo insistentemente nella mia vescica. Devo pisciare.
Devo ASSOLUTAMENTE pisciare!
A malincuore mi alzo da tavolo e vado verso il cesso.
CESSO.
Mai appellativo fu più azzeccato per quel posto di merda.
Si raggiunge attraversando un cortiletto interno, dove già si è raggiunti da un inconfondibile e pungente odore di piscio.
Pochi metri più avanti, sulla sinistra, una porta in legno smangiato con uno strano sentore di stalla medievale ci ricorda che alla fine non tutti hanno recepito i progressi igienici del XX secolo.
Entro.
L’odore diventa nauseante.
Davanti a me un pavimento lurido, insozzato da un’indistinguibile mistura di polvere, liquidi (corporei e non) e fanghiglia.
E poi una turca.Coscienza_1
Ovvio,da una latrina del genere non ci si può aspettare che una turca.
Forse è meglio così,anzi, sicuramente, toccare qualcosa qua dentro potrebbe costare un ricovero ospedaliero.
Ma io odio le turche, specie quelle che, come questa, hanno dimenticato da troppo tempo di essere state in ceramica bianca.
Faccio quello che devo fare, il più velocemente possibile.
Piscio. Un po’ fuori, un po’ dentro, tanto chissene frega. Non è certo il bagno di casa. Poi, più sudicio di così non può proprio diventare e certo la colpa di quello schifo non è mia. Anzi, maledetti animali che lo hanno ridotto così è povera me che lo devo usare!
Mi lavo le mani ed esco il più in fretta possibile.
Angelica, tengo la porta a quello in coda dietro di me, lamentandomi animatamente delle condizioni del cesso. Gli auguro buona fortuna e me ne vado.
Ecco, una sintesi perfetta di ciò che chiamiamo COSCIENZA COMUNE.
Una sudicia latrina pubblica dove non ti vergogni di pisciare fuori dal vaso perché qualcuno lo ha già fatto prima di te, perché non farai altro che aggiungere qualche schizzo in più ad un pavimento già lurido che non fa parte casa tua.
Da un panorama del genere, non possono emergere che i modelli più sbagliati da seguire.
Chi già ha pisciato per terra, goliardi, fenomeni mediatici, CLOWNS.
Non importa che sia una ragazzina asperger che strilla contro le nazioni unite cose sapute dagli scienziati 30 anni fa e sfiora il nobel (nella realtà); o un soggetto psichiatrico che ha subito abusi da bambino e un bel giorno si ritrova una pistola in mano decidendo di sparare (in un film).
WE ARE ALL CLOWNS, dicono.
NO! Bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni, di ergersi a modello, di essere superiori, di essere noi stessi e oltre noi stessi in ogni singola sfumatura della vita.
Ovviamente NON parlo al gregge.
Il gregge è già perso da tempo ed anzi, forse è l’unico che segue ancora la sua natura profonda: quella di seguire.
Non importa chi, non importa dove, l’importante è che ci sia una folla numerosa e qualche filo d’erba da brucare.
NO.
Io mi rivolgo a chi ha una sensibilità più elevata, a quelli che non si accontentano, a quelli che non possono fare a meno di sentire il puzzo di marcio.
Invece di piangerci addosso, dovremmo riprendere in mano le redini.
AGIRE!
E non lasciare che una massa di clown ignoranti prenda il posto di chi davvero se lo merita perché SA, o tenta di sapere.
Perché ricordiamoci che di comune c’è solo il cesso ma se li hanno resi privati c’è un motivo.