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Di A.A.F. detto anche Fratello Siddartha

È con estrema enfasi poetica che Alda Merini ci fa sapere che “le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta”. Rapportando questa considerazione alla nostra attualità possiamo facilmente esclamare anche questo “è vero, ma se non ci fosse la merda, più mosche ci ronzerebbero in torno!”.
E così siamo travolti da “politici” che passano le loro giornate sui social a litigare su questo o quello, disquisendo su questioni inutili in una perenne campagna elettorale e in comizi tv su temi importantissimi che toccano direttamente il cuore dei cittadini meno dotati di ragione; ecco, io mi chiedo, chissà se sarebbe meglio per noi se tali soggetti si occupassero delle questioni realmente serie, chissà quali idee geniali verrebbero alla luce da tali menti illuminate in grado di cambiare il destino della popolazione odierna e futura. Credo nessuna.

Merda_2Ma questo ronzare delle mosche intorno alla merda ha, ahimè, anche altri effetti. Prima o poi, le mosche si moltiplicano ed insieme a loro il pericolo che la merda aumenti, attirandone sempre di più e creando un circolo vizioso dal quale uscire è difficile: serve un simbolo, un campione, che guidi le mosche verso altri lidi e non più sulla solita “cagata”.
Ma se questo simbolo che nasce, cresce, grida e agisce nello stesso contesto altrui e con le stesse idee altrui, cosa offrirà poi di così nuovo? Esattamente niente.
Ecco che vengono spalancate nella società le porte a moderni “eroi”, simboli e portatori di quella “coscienza comune” ormai vuota perché svuotata dai suoi stessi interpreti: basta allora urlare che il futuro sia stato “portato via”, senza specificare da chi o come; basta fare la faccia incazzata e ostentare un problema di tutti senza averne la soluzione per essere acclamati dalla folla; basta esaltare “ideali impopolari” anche senza aver dietro un’idea, per essere eletti a modello di genialità.
Purtroppo, questo ronzare di mosche intorno a quella che Alda Merini ha chiamato merda, ma che noi potremmo benissimo chiamare IGNORANZA senza offendere nessuno, non può produrre niente di buono perché niente di buono ha in grembo.
Ed è sí necessario qualcuno che guidi tutti lontano dalla merda (ignoranza), ma quel qualcuno non può essere anch’esso un ignorante; una “nuova” coscienza comune dovrà fondarsi su principi ideologici più forti che in passato, perché dovrà guidare persone più “deboli” che in passato.
L’arte in questo senso potrà essere una via, e dovrà esserlo anche al costo di imporsi con la forza come mezzo di liberazione e conoscenza per l’uomo; dovrà tornare ad essere considerata dalla maggior parte degli uomini e delle donne, e non solo da chi di essa si occupa o con essa ci lavora: se la società di oggi produce merda e mosche che con i loro argomenti vuoti non fanno altro che auto-alimentare quel circolo, dobbiamo però ricordare che probabilmente, dove ora c’è merda, un domani potrebbero esserci dei FIORI, e che per sbocciare hanno bisogno di luce e acqua, nella nostra metafora, di arte e cultura.
E allora potremmo, guardandoli, tornare a sentirci parte di un vero noi “comune”.