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Di A.D.A. detto anche Fratello Zarathustra

Le mosche non riposano mai, perché la merda è davvero tanta diceva Alda Merini. Forse questa merda è però necessaria perché è quello che siamo. Vogliamo sempre scappare da ciò che siamo, scappiamo dalla natura solo per rifugiarci nell’artificiale: la coscienza comune. Abbiamo sempre bisogno di una direzione anche dentro una natura che non ne ha alcuna, quindi ci riteniamo estranei a tutto questo? Dobbiamo solo renderci conto che lo schifo è intorno e noi siamo lì intorno perché non c’è nessun centro. Slogan pacifisti, accuse contro la corruzione, la ragazzina che strilla davanti ad un palazzo; ci riteniamo migliori solo perché esiste ancora un noi e un loro? Chi pensa queste cose assomiglia tanto a coloro che manifestano con una bandiera che avrebbe revocato i diritti che reclamano. IGNORANTI. Accusiamo ancora la contraddizione che ci contraddistingue perché se non è logico è corrotto, ma è la logica delle nostre idee ad averci corrotto, ad averci allontanato dalla nostra natura, cioè mosche e merda! La logica ci pone ancora una volta a contrapporre due elementi, il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il simile e il dissimile, noi e loro. Suvvia! È solo la nostra mente che ci fa cogliere il simile nel dissimile, l’uguale in natura NON esiste, quindi siamo tutti diversi, tutto è diverso. Capiamo che è proprio per questo che siamo tutti uguali a tutto, perché nella differenza noi viviamo, ci affermiamo e perdiamo. Esiste la vita, la forza o meglio la disparità della forza e come essa si estrinsechi è solo un passaggio che di volta in volta condanniamo. Il forte è un problema, il potente è sempre l’emblema del male e pertanto ci riteniamo più furbi, più saggi e più nobili a seguire una ragazzina che strilla che Napoleone! La nuda e cruda verità è che siamo tutti nazisti ma non lo vogliamo accettare. Non lo accettiamo perché c’è ancora bene e male, ma da quale punto di vista? Dal nostro? Sì, siamo tutti nazisti!

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Se quel sostantivo ci fa proprio schifo possiamo inventarne un altro, ma sarà sempre la forza, scusate il passaggio, che poi condanniamo! Ma basta, basta! Perché dobbiamo ancora accusarci. Non esiste alcun peccato se non quello contro noi stessi, contro la natura. Siamo questo e lo abbiamo voluto noi, dunque festeggiamo! La coscienza è solo la voce di molti all’interno del singolo, la coscienza procura dolore, resistenza alla nostra natura, al piacere! Se la coscienza è già di per sé artificiale figuriamoci quella comune! Suvvia fratelli! Danziamo nella nostra contraddizione e smettiamo di farci promesse, di farci male!!! Impariamo dalle piante, dalla natura che sa risanarsi da sola. Ricordare, avere coscienza non è null’altro che buttare il sale sulla ferita. Superiamo questo nichilismo, lo dobbiamo a noi stessi.