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LEGGERE ATTENTAMENTE LE ISTRUZIONI PRIMA DI DESIDERARE.

Il desiderio. Tutti ne sono attratti, pochi sanno usarlo. Il desiderio è un viaggio e non una meta. Uno strumento e non un oggetto. Ma come tutti gli strumenti, anche il desiderio richiede una discreta perizia. Si dice che qualcuno desiderando si è scottato ed è finito sul rogo. Pertanto prima di servirsi di un desiderio, del resto come di qualsiasi altro strumento, siamo pregati di leggere il libretto delle istruzioni. Che il desiderio sia il movente dell’agire umano? che esso sia solo una forma di imitazione? O che sia invece una forza oscura contro la quale combattere, astenersi? Suvvia fratelli, leggiamo ste benedette istruzioni! Iniziamo col considerarlo come mezzo ed epuriamolo da tutti gli oggetti e tutte quelle direzioni a cui noi lo imbrigliamo per definirlo, controllarlo. Eh già, in fin dei conti siamo dei maniaci del controllo e del noto. Oh lo so, quali obiezioni! Come facciamo noi a descrivere qualcosa che non possiamo né toccare e né nominare se non legarlo a qualcosa di pesante come un oggetto?

Basta, ne ho abbastanza di questa gravità, che pesantezza! Dobbiamo viaggiare e per farlo dobbiamo essere leggeri. […] così anche il modo di camminare vale più della meta, il modo di coglierlo vale più del fiore… […]. Quante volte siamo rinati con un desiderio? Quante volte invece abbiamo sofferto per non aver appagato quella tensione? Del desiderio si può dire che esso sia una tensione, un magnete. E quante volte ancora abbiamo detto una volta raggiunta la meta: “era meglio il viaggio”? Nel desiderare c’è immaginazione e nulla è più leggiadro di essa. Infatti si narra che il buon Eros sia figlio di Povertà ed Espediente, ovvero un eterno cacciatore che possiede mille risorse senza mai afferrare ciò che vuole. E di voi chi vuole essere povero? Allora smettetela di desiderare, non fa per voi cari fratelli ambiziosi. Ambite la gravità, uomini newtoniani! Il libretto delle istruzioni specifica che il desiderio è cosa oscura, leggera e pertanto se legato ad un oggetto cola a picco con esso. Non siate girardiani, quelli sono triangoli che portano alla violenza e a voi piacciono triangoli di ben altra natura! Desiderare può portare ad azioni scellerate, e voi non siete scellerati. La brava gente non desidera, ma si accontenta. Il desiderio è un eccesso, è un sovrappiù di ciò che già si ha, quindi non imitate i pleonettici che voi stessi avete avvilito. Le bestie bionde per costituzione desiderano, ma essi danzano e sono leggeri, leggeri persino nel giudizio, anzi, possiamo dire che non ne hanno affatto! Voi invece siete brava gente di giudizio. Il desiderio è davvero cosa pericolosa e ben pochi possono davvero permettersi di desiderare.

Di A.D.A. detto anche Fratello Zarathustra